Riccione è la macchina del leisure

Esiste un business degli investimenti immobiliari nel tempo libero? La risposta è positiva, almeno per quanto riguarda la città di Riccione, che si sta re-inventando con scelte coraggiose, per vivere non solo durante la stagione estiva, ma turto l'anno. E' qui che si è tenuto lo scorso 18 giugno il convegno  "Real estate nel tempo libero", organizzato dall'avvocato Emiliano Russo, capo servizi legali di Beni Stabili, e dall'Urban Land lnstitute Roma, e che ha riunito oltre 200 fra i maggiori players del settore immobiliare italiano. Erano presenti: Assoimmobiliare, Boscolo Hotels, Forrebis, Leonardo Caltagirone spa, Munters, Nomisma, Pirelli Teal Estate, Reag, Gruppo Statuto, Studio di Tanno. Alcuni dei partecipanti, incalzati dall' avvocato Riccardo delle Santi, rappresentante di Urban Land lnstirute Roma, hanno ammesso di non investire nel tempo libero, né di volerlo fare, perché "turto dipende dal trovare un buon gestore", ha spiegato Davide Mangano, Asset manager di Beni Stabili. C'è poi chi, come l'avvocato milanese Pietro Faranda dietro le quinte ha rivelato che "gli investimenti immobiliari nel tempo libero sono considerati ancora a rischio: gli immobili leisure da vendere o locare devono rendere almeno il 25 per cento l'anno, perché il Roi deve essere rapidissimo dato che si tratta di beni immobili ad alta obsolescenzà'. Eppure il convegno è nato proprio dalla considerazione che è iniziata la corsa del mattone legato alle vacanze e al tempo libero. La città che ha ospitato il convegno è diventata così l'ennesimo laboratorio di esperimenti, anzi, un vero e proprio modello di riferimento per i grandi progetti che da qui al 2008-2009 ne cambieranno il volto. Porrandola a riqualificare l' offerra turistica tradizionale e a completarla in vari segmenti: dal rurismo congressuale a quello termale e del benessere, al golf. Ecco le opere che stanno già cambiando Riccione.

Dal Palacongressi al resort, passando per il golf
Con tutta probabilità è una location unica in Europa: nel centro di Riccione, vicino Viale Ceccarini, a 300 metri dal mare. Per realizzarla e gestirla al meglio poi è stata creata nel luglio del 2001 una società mista, pubblico- privata: Palariccione (i cui soci sono il Comune, la Provincia di Rimini, la Cassa di Risparmio di Rimini,  la Fondazione Cassa di risparmio, l'Associazione industriali, la Confcommercio, l'Associazione albergatori). "Grazie al Palacongressi saranno ben 150 gli alberghi che vivranno 12 mesi l'anno rispetto ai 90 che, al momento, non chiudono mai i battenti", spiega il sindaco di Riccione Daniele Imola (Ds). "Il Palacongressi avrà un bacino d'urenza europeo e un target elevato; proprio in questi giorni stiamo iniziando a promuoverlo. Il Comune tuttavia non vuole recitare il ruolo dell'imprenditore: abbiamo realizzato il progetto e nella prima fase lo gestiremo anche. Poi cercheremo di investire i soldi ricavati in altre attività, in modo che Palariccione non vada a morire". Il Palacongressi ha fin qui permesso di muovere 350 milioni di euro di investimenti dai privati, grazie al Piano regolatore, che ha consentito l'attività di riqualificazione. Si tratta di un' opera da 50 milioni di euro, con un'altezza massima di 31,40 metri (con relativa terrazza panoramica), distribuito su una superficie utile di 13 mila metri quadri. Sarà ultimato entro il dicembre 2006, sono già realizzati i parcheggi interrati, i negozi e il multisala. All' esterno si presenta con vetrate trasparenti che ne consentono la visione, un nastro frangisole che ombreggia la terrazza in copertura e la piazzetta sottostante. Al primo e secondo piano interrato vi sono un parcheggio per 320 auto, magazzini per deposito di attrezzature espositive e congressuali; al piano terra, un'area commerciale da 2 mila metri (200 negozi da 100 metri quadri); al primo e secondo piano un multisala (sei sale per un totale di 1108 posti) e lobby congressuale; al terzo piano la sala congressi (per 1466 posti) ed esposizione, una sala teatrale (1306 posti); al quarto altre sale congressi (per 982 posti), al quinto, infine, una terrazza panoramica con vista sulla città e ristorante. Grande, infine l'attenzione alle innovazioni tecnologiche: il tetto è fotovoltaico. "Un business pIan del genere non poteva che essere giudicato "bancabile": "la Cassa di risparmio di Rimini ha già coperto, infatti, l'investimento. La bontà del progetto è tale che l'opera si finanzia da sola. Il Comune ha investito cinque milioni di euro, altrettanti sono arrivati dalla Camera di Commercio. La rimanenza arriverà dalla vendita dei 20 negozi da 100 metri quadri (a prezzi in linea con quelli di mercato, compresi fra 7.500-10 mila al metro quadro) e dall'affitto del multisala alla Millennium, società del Gruppo Cecchi Gori". Ma l'obiettivo di de-stagionalizzare l'offerta turistica di Riccione a dire il vero è già in pieno fermento dall'anno scorso, da quando cioè sono stati inaugurati Oltremare e il teatro Imax; il primo, un parco marino, il secondo, il marchio (d' origine canadese) d'eccellenza nel mondo per proiezioni cinematografiche a due, tre dimensioni, con altissima definizione delle immagini e fedeltà sonora e un grande schermo panoramico di 22 metri. 70 milioni di euro è il costo dell'investimento effettuato dalla Valdadige Costruzioni spa di Verona. "Il successo di Oltremare è tale che già dopo un anno si pensa di ampliarlo di altri 50 mila metri quadri rispetto ai 130 mila esistenti entro due-tre anni, per un investimento di circa 50 milioni di euro" rivela il sindaco. Per non parlare della piscina olimpionica da 12 milioni di euro, varata sempre nel giugno del 2004, che ha ospitato i master mondiali di nuoto e che ha permesso di raggiungere le 500 mila presenze turistiche nel periodo autunnoprimavera 2004. Sempre nel 2004 è nato il primo green a nove buche a San Giovanni in Marignano, corredato di 32 suite tutte progettate da un architetto differente (la Club House è stata invece disegnata da Marco Gaudenti), ma nel 2006 le buche diventeranno 18 (25 milioni di euro). Una delle grandi scommesse di Riccione è, però, "Futurismo", sempre progettato da Gaudenti, un progetto integrato che darà vita al più grande resort di Riccione, con un albergo da 350-400 camere, in grado di accogliere 800-900 persone, oltre a negozi, ristoranti e centro talassoterapico, ma anche sale congressuali. Tutto questo sarà ricavato al posto delle vecchie colonie di Marano, nella zona  nord, al confine fra Riccione e Rimini, a pochi passi dal mare, ormai la più trend della cittadina romagnola. Con sei bagni e altrettanti beach club fra i più rinomati uno a pochi metri dall'altro. Un progetto da 30-35 milioni di euro. La proprietà dell' opera è della Kiron, società composta da Nando Filippetti della Eden Viaggi di Pesaro, dall'immobiliarista Piergiorgio Verni, dall'Impresa di costruzioni Montagna di Pesaro. Tutto il lungomare, infine, sarà pedonalizzato entro il 2008, ma il primo tratto, dal porto a Piazzale Roma sarà ultimato per il 2006. Costo dell' opera: 15 milioni per la prima fase, più altri 20 per la realizzazione finale. Nel contempo saranno anche costruiti dei parcheggi sotterranei a servizio degli albergatori e delle altre attività commerciali. La riqualificazione dell' offerta turistica di Riccione prevede anche un parco termale entro il 2009, per fare il grande salto di qualità e passare dal tradizionale stabilimento medico ad un centro attrezzato per il benessere con apposite strutture ricettive. Il progetto è solo all'inizio, ma dovrebbe comportare investimenti per circa 50 milioni di euro. Nel futuro immaginario collettivo, Riccione potrebbe davvero diventare la Florida d'Italia, con la possibilità di divertirsi 12 mesi l'anno, far sposare il turismo d'affari con uno un po' più esigente e di qualità.